Chiesa del Ritiro già Abbazia di S. Michele Arcangelo

La Chiesa di S. Michele Arcangelo, comunemente  “del Ritiro” – uno degli edifici cittadini più interessantl per originalità di costruzione e profusione di oggetti d’arte – sorge sul fondo di una breve piazzetta. Innalzata in epoca norrnanna, unitamente al complesso monastico annesso denominato Abbazia di S. Mihele Arcangelo (da molti anni alienato a privati), fu più volte restaurata e rimaneggiata, seqnatameente a causa dei movimenti rovinosi determinati dai terremoti, specie di quello del1638 che apportò gravi danni alla fabbrica.

Ripristinata ancora nel 1715 per l’interessamento appassionato del sacerdote Saverio Puqliese, ebbe la denominazione che mantiene tuttora dai Padri Agostiniani che l’occuparono, e successivamente ancora quella di “Congregazione dei Padri Missionari”. I Filippini, che ne fecero un loro oratorio,utilizzarono per lungo tempo gli edifici annessi come istituto d’istruzione e di educazione per i giovani, in cui si provvedeva anche al loro mantenimento ed alloggio.

La bella FACCIATA settecentesca si presenta oggigiorno al termine di una corta scalinata con un portale in pietra chiara decorato a rilievo con motivi costituiti da forme vegetali larghe e frastagliate nonché a forma di spirale e con profuse cornici sovrapposte, innestato su un avancorpo appoggiato alla massa muraria e concluso in alto dalla cimasa modanata con tre pigne litiche molto elaborate. Nel fastigio, un muro a vela, a cui si affiancano due pilastrinì con in cima delle piccole pigne in pietra scolpita, funge da torre campanaria.

L’intelligente sistemazione dei materiali, l’accurata esecuzione dei lavori d’intaglio dovuti alla perizia del Belmonte, il gioco delle luci e delle ombre, il movimento dei volumi e delle forme creano un vigoroso effetto plastico e chiaroscurale nella fronte, per il resto priva di altri elementi decorativi.

La Chiesa presenta una pianta a croce greca ed una facciata molto spartana su cui si riconoscono inequivocabili i segni del tempo: ciò le conferisce però una caratteristica aria di vissuto che ben si accompagna all’atmosfera pacifica che la attornia.  All’interno troverete 4 cappelle disposte sui due lati, in ognuna delle quali potrete ammirare sculture ed altari in legno frutto dell’opera degli artigiani locali nel corso dei secoli. Tra queste vi segnaliamo la cappella dedicata a San Michele Arcangelo, del quale è custodita una pregevole scultura in legno a grandezza naturale. In virtù di ciò la Chiesa del Ritiro di Rende è nota anche come Chiesa di San Michele. Qui erano custodite molte opere di grande importanza religiosa ed artistica: la sua posizione e le difficoltà di garantirne la sicurezza hanno però indotto gli amministratori locali a spostare alcuni lavori settecenteschi nel museo civico. E’ il caso della tela “Santissima Trinità con San Michele Arcangelo” di Giuseppe Pascaletti da Fiumefreddo la cui pala d’altare, forse l’opera più preziosa della chiesa, è stata invece trafugata.

 

 

L’interno a croce greca offre alla vista alcune cappelle ornate con stucchi policromi, decorazioni pittoriche e ampi cornicioni a mensola di un contenuto barocco. AI centro della struttura coprente spicca una slanciata ed imponente CUPOLA inondata di luce: ultimata dal Belmonte nel 1715, essa è impostata su base circolare con la volta a sesto ribassato sostenuta da un alto tamburo cilindrico con copertura a spiovente a tegole, il quale costituisce l’elemento di congiunzione tra l’edificio e la cupòla. L’intradosso della calotta è animato da quattro nicchie conchigliate, contenenti altrettante statue allegoriche di stucco bianco a tutto rilievo e a grandezza naturale, raffiguranti le “virtù” fondamentali della vita attiva in senso etico:la PRUDENZA, la FORTEZZA, la GIUSTIZIA e la TEMPERANZA.

Numerosi e significativi oggetti d’arte arricchiscono il sa-
cro luogo e conferiscono ad esso un aspetto di sorprendente
bellezza.

Fonte:

G. Giraldi – Le Chiese di Rende

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